Rubrica Mamme

Nascere a casa – Dott.ssa Ostetrica Sonia Rota

E’ un dato di fatto che con l’arrivo del Sars-Cov 2 i numeri delle donne che hanno scelto di partorire in casa è aumentato.

La paura di contrarre l’infezione, il timore di non poter avere con sé il proprio partner o una persona di propria scelta ha fatto sicuramente impennare il numero dei bambini nati a domicilio, ma non è andata solo così…

Sono passati un po’ di anni da quando la medicalizzazione della nascita ha imposto regole restrittive, limitato la capacità delle future madri di ascoltarsi e ascoltare il proprio corpo, di vivere il momento nascita con consapevolezza e serenità, eppure in alcune realtà può capitare che l’individualità della donna, della coppia, dell’esperienza parto, non venga rispettata.

Ecco perché le coppie in attesa si interrogano, come è giusto che sia, su quale possa essere il luogo ideale per mettere al mondo il proprio figlio.

Tutte le società scientifiche che si occupano di nascita raccomandano quanto sia importante informare i futuri genitori riguardo ai luoghi del parto, per poter scegliere in completa autonomia quello più adatto a sé,  che sia quindi l’ospedale, la casa maternità o il proprio domicilio. Le esperienze di parto a domicilio riportano sempre un alto livello di soddisfazione nei genitori, questo perché vivere un parto in casa permette alla donna di sentirsi libera e ascoltarsi, offre la possibilità di rispettare i ritmi personali di mamma e bambino e permette anche al papà di assaporare attimo dopo attimo la magia e la potenza della nascita.

Le linee guida inglesi raccomandano il parto a domicilio o in una casa maternità (midwifery led unit) per tutte le donne con una gravidanza a basso rischio, in quanto si riduce la possibilità di interventi (parto operativo con ventosa, taglio cesareo, ossitocina, episiotomia) e  migliora gli esiti materno-neonatali.

E’ vero, il parto è anche imprevedibile, ma è proprio questa imprevedibilità che rende la figura dell’ostetrica importantissima. Grazie ad un’accurata anamnesi in gravidanza l’ostetrica può valutare il livello di rischio e discutere dei luoghi del parto più adatti a quella coppia, può identificare durante le varie fasi del travaglio ciò che devia dalla normalità ed intervenire in modo appropriato per non mettere a rischio la salute di mamma e bambino.

Il parto a domicilio a livello scientifico è tutto quello che vi ho scritto, ma nascere a casa non è solo evidenze scientifiche, rischi e benefici, è tanto altro …è potenza, emozione, rifugio, intimità, sicurezza, collaborazione, empatia, sorpresa, cura e molto altro ancora. Nascere a casa vuol dire dalla alla luce il proprio figlio in un ambiente familiare, ricercato e preparato da mesi, coinvolgere la famiglia allargata, altri fratelli o sorelle, i nonni che portano un pasto caldo per tutti durante il travaglio o che aiutano nella preparazione del “nido”. Vuol dire assaporare l’intimità ed il legame che si crea tra mamma, papà e bambino intervenendo il meno possibile. Nascere a casa vuol dire anche consapevolezza materna, del proprio corpo e del viaggio che sta compiendo il proprio bambino, consapevolezza della forza istintiva che ogni futura madre possiede ma che viene spesso sottostimata. “Sarò capace?”  “E se non ce la faccio?”. Le madri sono capaci di partorire ed i bambini di nascere diceva il Dott. Lorenzo Braibanti ed il lavoro che si deve fare in gravidanza è sicuramente quello di scoprire le risorse nascoste che ogni donna, mamma possiede.

Scegliere il parto a domicilio non vuol dire demonizzare l’ambiente ospedaliero o chi sceglie di partorire in ospedale. I punti nascita del territorio veronese sono tutti eccellenti, ma significa scegliere con consapevolezza il luogo più adatto a dare alla luce il proprio figlio senza pressioni, discriminazioni e ansie.

Perciò auguro di cuore una nascita serena a tutti… in qualunque luogo avvenga.

Dott.ssa Ostetrica Sonia Rota

Se volete più informazioni:

www.nascereacasa.it

Foto bambino: The periodic Fable-wordpress

Foto coppia bianco e nero: Jodi Hall photography

Atelier dei bebè/ Sewing for baby

La mia esperienza con l’allattamento e le coppette assorbilatte handmade

Vi racconto la mia esperienza con l’allattamento e con l’occasione vi parlo delle mie coppette assorbilatte handmade!


Torniamo indietro al corso pre parto fatto ovviamente online causa covid.
Le nozioni date sono state molte, ma già li mi era chiaro che non sarebbe stata una passeggiata, la teoria è una cosa la pratica è tutt’ altro.


Arriva il giorno del parto e le ostetriche sottolineano quanto sia importante che la bambina venga attaccata al seno ogni tre ore, mettendo la sveglia anche di notte.

Non vi dico alzarmi con i punti del cesareo che dolore.. In aggiunta attaccarsi al seno Camilla non è stato semplice perché non apriva bene la bocca prendendo tutta l’aureola.

Dopo un giorno e una notte dove ogni ostetrica entrava e a suo modo tentava di attaccare Camilla stavo davvero perdendo la pazienza.

Come possibile che le indicazioni fossero tutte diverse? per non parlare dei modi… Finché sono esplosa!

Mi stavano facendo letteralmente passare la voglia di provare e all’esperta dell’allattamento ho detto chiaramente che non era possibile avere così tanta confusione. È stata molto gentile e paziente così abbiamo provato assieme ad attaccarla bene al seno.

Alla fine abbiamo usato dei paracapezzoli che hanno aiutato ad aprirle meglio la bocca e così l’allattamento è partito.

Mi avevano detto che le coppette assorbilatte in ospedale non sarebbero servite e perciò non le avevo portate. Il mio consiglio è mettetele in borsa perché se parte il latte com’è successo a me l’ultimo giorno vi serviranno.

Vi dico solo che ho fatto le visite per uscire dall’ospedale con camicia da notte corta tutta bagnata di latte, il latte arrivava fino ai piedi… calze anti trombo a vista… Insomma un imbarazzo tremendo.

Arrivate a casa ho continuato con i paracapezzoli, togliendoli ogni tanto fino a rimuoverli del tutto.

Il consiglio che posso darvi è di ascoltarvi e di cercare di stare più tranquille e serene possibili, le pressioni non aiutano anzi innervosiscono e basta.

Le posizioni sono diverse, ma anche qui ognuno trova insieme al proprio bimbo le sue ed è importante ascoltare il proprio corpo onde evitare di imbattersi in ingorghi che potrebbero diventare mastiti.

Foto presa da internet

Noi siamo uscite fin da subito a fare passeggiatae e anche l’allattamento all’esterno non è stato un problema. Non capisco le donne che pensano che allattare all’aperto sia sbagliato, penso che sia la cosa più naturale e bella del mondo. Non vedo nessuna volgarità ma rispetto comunque chi non se la sente.

Le coppette assorbilatte vi serviranno, il seno va lavato spesso ed arieggiato.

Si può scegliere se usare delle coppette usa e getta oppure come queste lavabili ed ecologiche con tessuti mordidi bio.

Fanno bene alla natura e alle tasche, personalizzabili nei colori e nelle forme lisce o a cono.

L’allattamento è un legame unico, fate che sia l’esperienza più bella del mondo e non ve ne pentirete.