Rubrica Mamme

Le fate della nanna Rondine De Luca

Sai che si possono migliorare le notti del tuo bimbo e di conseguenza quelle dei genitori?

Rondine De Luca, fondatrice di le fate della nanna, sleep coach certificata presso “Institute sleep sensitive” e attualmente puericultrice in formazione.

Il sonno è uno dei bisogni primari dell’essere umano, forse il più importante, perché senza mangiare si può sopravvivere, ma senza dormire si rischia di impazzire e perdiamo la capacità di concentrazione , destabilizziamo il nostro umore e il comportamento in generale, perdiamo la memoria, perdiamo la pazienza e l’energia di cui abbiamo bisogno per essere il miglior genitore che possiamo essere per i nostri figli. La depressione materna è strettamente collegata alle problematiche del sonno: stress genitoriale e depressione post parto sono molto legati, il malessere del genitore poi alimenta la problematica del sonno, alimentando un circolo vizioso e andando ad intaccare tutto l’equilibrio psico fisico della famiglia.


Ma la domanda dai genitori che più spesso mi sento fare è: Ma perché mio figlio non dorme?!
Partiamo da un presupposto fondamentale: il sonno del bambino fino ai tre, per molti bambini anche cinque anni è frammentatissimo, non è uguale a quello dell’adulto e questi risvegli avvengono ogni 30 o 60 minuti, vengono chiamati risvegli ceck in o risvegli di “controllo” e sono previsti dalla natura per  fa capire al genitore che il bambino è vivo. Detto questo, le motivazioni dei disturbi del sonno possono essere di varia natura: fisiologica, organica, emotiva, comportamentali, ambientali, eccetera. Il  pediatra e potrà escludere tutti i disturbi fisiologici, Il più importante il reflusso gastro esofageo, oppure disturbi alle vie urinarie in quanto questi possono causare dolore e fastidio ogni volta che il bambino fa la pipì di notte o causare arrossamenti al livello del pannolino, o dermatite atopica il cui fastidiosissimo prurito può causare risvegli.

Un’altra figura fondamentale per il benessere di un neonato è L’osteopata pediatrico il quale può, dal canto suo, escludere tutte le motivazioni organiche come per esempio delle tensioni a livello cervicale date dal parto o dalla posizione che il bimbo aveva in pancia( quando il bimbo in culla prende la posizione della “mezza luna”, oppure può essere risolutivo nelle famose coliche gassose, nei rigurgiti, nella plagiocefalia e nei disturbi del sonno in generale.

Altri fattori che possono inficiare nel sonno di un bimbo  potrebbero essere di tipo emotivo: mamma in depressione post parto, mamma incinta, l’arrivo di un fratellino, l’inserimento al nido, l’inserimento delle pappe, il rientro al lavoro della mamma, lutti in famiglia, ecc


Esistono diversi meccanismi che favoriscono il normalizzarsi del sonno del bambino, alcuni sono biologici e dipendono dalla produzione di melatonina durante la notte e dalla maturazione cerebrale, altri dipendono dall’influenza dell’ambiente esterno e dall’ educazione.credo sia ragionevole pensare che i genitori possono aiutare i figli in questo processo di apprendimento: infondo l’apprendimento infantile si basa sul principio secondo cui i bambini imparano a fare da soli molte cose, dopo averle fatte con un po’ di aiuto da parte degli adulti.ed ecco che si può insegnare, e quindi imparare da parte loro, a mangiare, a vestirsi, ad andare in bicicletta, lavarsi i denti, scrivere, leggere.in base a questo principio si può anche insegnare piano piano a trovare un equilibrio nel sonno al tuo bambino.

Per cui una volta escluse tutte queste cause allora possiamo andare ad analizzare tutto quello che riguarda il comportamento, molto spesso la causa dei risvegli consiste nella difficoltà di potersi riaddormentare e rientrare nella fase di sonno profondo e  per i bimbi è data dal fatto che ricercano tutte quelle modalità che li hanno aiutati a prendere sonno durante l’addormentamento iniziale.per esempio: se un bambino viene addormentato saltando nella palla da Pilates’, ogni volta che si sveglierà( quindi quando uscirà dalla fase R.E.M. e dovrà entrare nella fase di sonno profondo quindi nella fase non R.E.M.) È molto probabile che non sarà in grado di rientrarci senza Che qualcuno lo prenda e lo Ri addormenti di nuovo saltando nella palla da Pilates. Ma che cosa vuol dire dormire tutta la notte per un bambino? NON Significa non che non lo sentirete più fiatare dalla sera fino alla mattina, perché i risvegli sono fisiologici, tutti ci svegliamo, ci mancherebbe!  ma sarà sempre più in grado una volta che gli avrete insegnato un addormentamento autonomo, anche a potersi riaddormentare pian piano in autonomia e quindi potrà entrare nella fase di sonno profondo velocemente senza “uscire“ dal sonno.


Ma come fare per insegnare a dormire ad un bambino? I metodi usati nel corso degli anni sono stati davvero molti, e per molto tempo sono andati di voga i famosi metodo di Ferber ed Estivill, il famoso metodo FATE LA NANNA, ad Oggi risultano dei metodi obsoleti, ormai superati perché la scienza ha dimostrato che lasciare da solo in stanza un bambino mentre piange subisce una sorta di abbandono anche se il genitore rientra dopo qualche minuto non è corretto per il semplice fatto che il tempo in natura non esiste, è un’invenzione dell’uomo, per cui un bambino che si ritrova solo anche per qualche minuto, non avendo il concetto del tempo che passa per lui è stato semplicemente abbandonato!.Per non andare ad inficiare nell’attaccamento mamma bambino l’importante è che il genitore resti sempre a fianco del bimbo, dando sostegno sia fisico che emotivo.

Piangerà? Purtroppo cambiare un’abitudine per nessun essere umano e piacevole, l’importante è che il genitore resti sempre accanto al bambino e capisca che il pianto non è il mezzo per insegnare a dormire, ma sarà la conseguenza di un cambio di abitudini, questo sarà più o meno intenso in funzione del temperamento del bambino.

I benefici poi del sonno pediatrico sono innumerevoli, il primo dei quali è che dormendo il bambino cresce perché si abbassano i livelli di cortisolo e produrrà molto più ormone della crescita.si vedrà un bambino sereno, un bambino che non dorme bene non è solo difficile da gestire di notte, ma anche, anzi soprattutto il giorno. La mancanza di sonno lo farà essere nervoso, irritabile, difficile da calmare, perennemente stanco, con un bisogno continuo e costante di voler stare in braccio.si vedrà un addormentamento sereno: il paradosso del sonno è +1 bambino è stanco e più fa fatica ad addormentarsi, insegnandogli a dormire vedrete sempre di +1 addormentamento sereno.


In ultimo, ma la cosa più fondamentale, si avranno genitori e riposati. Non dormire è deleterio per i genitori, genera spesso un senso di inadeguatezza, creando problemi a livello anche di coppia.il malessere del genitore alimenta la problematica del sonno in quanto il bambino percepisce tutto questo senso di negatività e si attiva così un circolo vizioso. Dormendo tutti meglio possiamo interrompere questo circolo vizioso e dare il via, il contrario, ad un circolo virtuoso per il benessere di tutto l’equilibrio psicofisico della famiglia.ricordatevi cari genitori che è un bambino ha il sacrosanto diritto ad avere i genitori felici e riposati! Con genitori stanchi si ha spesso l’alterazione della relazione genitore e figlio!

De Luca Rondine

http://www.lefatedellananna.it
http://www.lefatedellananna.com
Istagram: Le fate della nanna

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